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TRADIZIONE

Zafferano del Salento ® / TRADIZIONE

Un importante testimonianza dell'abbondante presenza di zafferano nella penisola salentina la troviamo in questa carta stampata a Venezia nel 1567, ad opera del famoso cartografo Gastaldi. La carta, per la sua importanza, compare dal 1573 nel Theatrum Orbis Terrarum dell'Ortelio e dal 1595 venne accoppiata con la Calabria del Parisi, presente in questa raccolta tradotta in numerose lingue e destinata a diventare il libro più venduto del XVI secolo. Nella zona a Nord Ovest della penisola una scritta significativa: Hic tractus abundat crocu, con la quale Gastaldi allude alle abbondanti coltivazioni di zafferano presenti nel Salento.

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La storia

Questa preziosa spezia e' stata utilizzata sin dai tempi antichi come pianta officinale: Plinio il Vecchio l' apprezzava contro tosse e mal di gola, Ippocrate lo prescriveva per i reumatismi. Nel rinascimento lo zafferano era considerato quasi una panacea, usato in caso di mestruazioni dolorose, lombalgia, dispepsia, spasmi bronchiali, asma tosse, depressione, eccitazione nervosa, gengive irritate come durante la fase di dentizione nei bambini.

In Cina la moderna fitoterapia lo usa per le proprietà disintossicanti, depurative e antinfiammatorie (associate in combinazione con il miele). In India la medicina ayurveda lo considera una sostanza a metà strada tra alimento e farmaco.

È un ottimo digestivo, inducendo un aumento della secrezione di bile e succhi gastrici e la peristalsi. Aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari perché fa diminuire la pressione arteriosa e, favorendo la metabolizzazione dei grassi, riduce i livelli di colesterolo e trigliceridi. Risultati di ricerche condotte hanno dimostrato che questa preziosa spezia ha il potere di proteggere la retina, prevenire l'indebolimento senile della vista e rafforzare l'acuità visiva. La messa a dimora dei bulbi inizia a Settembre, su un terreno lasciato a riposo l' anno precedente. L' impianto viene realizzato tra i filari degli ulivi com' era in uso nel passato. Per la preparazione del terreno, oltre ad arature estive, non viene usato nessun tipo di concime o ammendate se non i resti della monda degli ulivi bruciati nei campi. Tutte le fasi della coltivazione sono eseguite esclusivamente con lavoro manuale, compreso il meticoloso lavoro di diserbo delle infestanti. Lo Zafferano del Salento viene prodotto da un Azienda Agricola biologica, senza l' uso di nessun tipo di sostanze chimiche, nel rispetto dell' ambiente e del consumatore.

Successivamente lo zafferano venne coltivato dai contadini salentini fino al 1700/1800 periodo in cui le adulterazioni e la spropositata mole di lavoro ne fecero abbondanare la coltivazione Lo Zafferano del Salento viene prodotto nel rispetto di un’agricoltura sostenibile, senza l' uso di sostanze chimiche. Tutte le fasi della coltura vengono eseguite completamente con il lavoro manuale, secondo delle regole ben precise per preservare il profumo e l'aroma del prodotto e per tutelare la salute dei consumatori.